A Genova con Robert Doisneau

da 8 Gennaio 2014Cultura0 commenti

“Bene, ora passiamo ad un’altra fotografia storica: Il bacio dell’Hotel de Ville di Robert Doisneau, 1950.”

Doisneau-1Questo scatto non è frutto dell’occhio indiscreto del fotografo, non è stato colto in un momento spontaneo bensì è uno scatto studiato praticamente a tavolino. Doisneau chiese ai due giovani ritratti nello scatto di posare per lui. Ci dispiace ragazzi darvi questa delusione, ma è cosi. La verità, però, è che ciò non è importante.

Ricordo bene queste parole. Stavo seguendo un corso di fotografia e devo confessare che mi colpirono particolarmente. In parte perché, lo ammetto, in un primo momento la delusione per tale scoperta fu inaspettatamente forte e in parte perché non ero sicura di essere d’accordo con le parole di Alessio e Francesco, fotografi e insegnanti del corso. Ho creduto, nell’istante in cui mi è stato svelato quel retroscena, che la foto in questione perdesse valore. Che fosse meno reale.

Doisn-2Ho rivisto recentemente la mostra “Paris en Liberté” di Robert Doisneau ospitata a Palazzo Ducale di Genova e mi sono dovuta ricredere.
Avevano ragione i ragazzi.

In realtà infatti mentre giravo tra le quasi 200 fotografie di uno dei fotografi senza dubbio più famosi di tutti i tempi, ho capito che non mi importava nulla di sapere se e quali foto fossero frutto di un momento spontaneo o meno perché erano tutte reali e irreali al tempo stesso. Come dice lo stesso Doisneau la verità in effetti probabilmente non esiste neppure nelle foto scattate sul momento o negli istanti rubati, è inutile quindi crucciarsi tanto.

Ho avuto l’impressione di trovarmi a passeggiare tra le strade di Parigi in compagnia di personaggi storici: ci sono Simenon, Giacometti, Picasso e anche Coco Chanel, tra gli altri. La profondità e l’ironia con cui Doisneau coglie gli sguardi e i gesti delle persone è disarmante, tanto dei modelli come dei clochard.

Le foto sono molte e si viene accompagnati dalla voce di una guida che spiega con cura le immagini appese alle pareti.

In alcuni momenti ho creduto che quell’uomo cosi ironico e curioso fosse nascosto tra le pareti del sottoporticato di Palazzo Ducale, pronto a riprendere le espressioni dei visitatori al cospetto delle sue opere, cosi come fece nell’esilarante serie “in vetrina”.

Accompagnano le fotografie alcune frasi dello stesso Doisneau. Questa mi ha colpito particolarmente:

“Certi giorni basta il semplice fatto di esistere per essere felici. Ci si sente leggeri leggeri, ci si sente talmente ricchi che viene voglia di condividere con qualcuno una gioia troppo grande. Il ricordo di quei momenti è il mio bene più prezioso. Forse perché sono cosi rari. Un centesimo di secondo qui, un altro là, sommati insieme non saranno che due o tre secondi rubati all’eternità.”

La mostra di Doisneau terminerà domenica 26 gennaio.
Secondo me ne vale la pena.

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