L’antica magia del Confuego

da 10 Novembre 2021Cultura, La Liguria Racconta0 commenti

Finalmente è arrivato il momento tanto atteso: le fiamme che si alzano nella notte e illuminano i volti dei presenti; c’è chi guarda verso l’alto, chi parla col vicino e chi, per scaramanzia, tiene lo sguardo rivolto al suolo…

Tante persone ma un solo grande pensiero: dove si dirigeranno questa volta le maestose lingue di fuoco?

Per capire perché tanta gente, nonostante il freddo, abbia deciso di riunirsi davanti al fuoco questa sera, lasciate che vi racconti cos’è il Confuoco (o, come lo diciamo noi liguri, Confuêgo).

Si tratta  di un’antica tradizione ligure, risalente addirittura ai Saturnali di epoca romana, e tramandata nei secoli fino ai giorni nostri.

Nei giorni precedenti il Natale, l’Abate del Popolo consegna all’autorità cittadina (prima il Podestà, poi il Capitano del Popolo, a seguire il Doge ed infine, come avviene oggi, il Sindaco), in segno di omaggio da parte di tutti gli abitanti, un grosso ceppo di alloro (oibâ), coperto di rami e poi bruciato in pubblico.

 

La direzione delle fiamme è l’elemento centrale di questo evento, poiché indica l’andamento dell’anno futuro: se si dirigono dritte verso il cielo, sarà un anno proficuo, segnato dalla buona sorte, mentre in caso contrario…forse è meglio non pensarci!

Alla fine della cerimonia i più superstiziosi potranno portarsi a casa un tizzone come “amuleto” per l’anno venturo.

Per assistere a questa spettacolare manifestazione puoi recarti in diverse località della Liguria: da Savona a Genova, dove ogni anno si tengono cortei storici coinvolgenti che si snodano lungo le vie delle

città, fino a Pietra Ligure, Rapallo, Noli

Numerosi sono i luoghi dove poter assistere a questo antico rito, che si svolge, ancora oggi, seguendo la formula ufficiale con cui in passato l’Abate e il Doge si scambiavano i saluti. In particolare, l’Abate saluta il Doge (il Sindaco) dicendogli: “Bén trovòu Mesê ro Dûxe” (Ben trovato signor Doge) ed il Sindaco gli risponde: “Bén vegnûo Mesê l’Abòu” (Ben venuto signor Abate).

Oltre ad essere stata una splendida occasione per scambiarsi gli auguri di Natale e di un nuovo anno, in compagnia del calore e del fascino del falò, partecipare a questo evento è stato un vero e proprio tuffo nella tradizione, reso ancora più emozionante dalla trepidante attesa per l’anno nuovo.

Foto di: Liguriainside.it, Alessandro Puggioni

 

 

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